«Mi bastano 500 euro per pagare qualcuno e farti fuori» e «Ti investo con l’auto». O ancora: «Ti sciolgo nell’acido». Queste solo alcune delle minacce di morte che l’uomo, spesso abusando di sostanze alcoliche e rientrando in casa in presa ai fumi dell’alcol, indirizzava alla compagna. Minacce che costellavano un ambiente domestico fatto anche di insulti quotidiani, schiaffi, spinte, aggressioni con forchette puntate sul collo. Lei, la vittima, ha avuto il coraggio di dire basta. Nella sua denuncia del 20 gennaio 2020 ha raccontato alle forze dell’ordine tutte le vessazioni subite dal marito, ultima in ordine di tempo anche quella minaccia che l’uomo aveva detto a uno dei figli: «Come vuoi il funerale della mamma? Io non la picchio, la uccido».
Per quella denuncia L.S., trentottenne di Trecate, è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti in famiglia. Una pena più severa rispetto a quanto chiesto dal pm, ovvero 2 anni e 8 mesi, mentre il legale dell’imputato aveva chiesto il minimo della pena coi benefici di legge, tenuto conto che l’uomo non si è nemmeno presentato al processo per difendersi. Oggi sente i figli solo telefonicamente, ma non paga nemmeno gli alimenti. Il tribunale ha anche concesso alle parti civili, l’ex compagna e i bambini, una provvisionale di risarcimento pari a 10 mila euro.
La donna durante la sua testimonianza al processo: «I nostri figli erano così spaventati che per un certo periodo non avevano più voluto vederlo. Nel nostro passato ci sono state plurime minacce di morte, offese quotidiane, aggressioni fisiche, cui hanno assistito anche loro».