A Trecate non verrà costruita alcuna moschea. E dunque, dov’è la notizia? A quanto pare, nel circo mediatico locale basta un post su Facebook per scatenare un putiferio. Il protagonista della vicenda è il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Mattia Felicetta, che ha lanciato l’allarme con un post infuocato, salvo poi rimuoverlo nel giro di poche ore.
Il suo messaggio, tra indignazione e vittimismo, era un mix perfetto di paranoia e propaganda: «Pare sia stata acquistata una struttura da privati, attualmente dotata di tendone per svolgere le funzioni, affinché diventi una nuova moschea. Rispetto tutti, ma dico basta!!!» tuonava Felicetta, ponendo quesiti: «Perché noi abbiamo mille regole da rispettare e altri no? Perché è venuto meno il rispetto degli amministratori locali? Il sottoscritto lo ha saputo dai cittadini, non dalla parte politica esecutiva. Perchè noi abbiamo problemi a organizzare il torneo di biglie e sorge poi un tendone di centinaia di metri quadrati con difficoltà oggettive nella sicurezza?». E ha aggiunto: «Trecate non sarà la nuova Monfalcone. Da un accesso agli atti pare che superiamo il 20% di stranieri. Mi attiverò con tutte le parti politiche, con i cittadini e raccolte firme se necessario».
In realtà non c’è nessun progetto per una nuova moschea. Il tendone in questione è stato montato dai responsabili del centro islamico di corso Roma (il referente è anche stato candidato nella Binatti Sindaco nel 2021), a fianco di quello esistente dal 2013, in occasione del Ramadan e verrà smontato appena dopo il 30 marzo. E nessuna autorizzazione è stata chiesta in Comune perché l’area è privata e la tensostruttura temporanea. Tant’è che la struttura è lì da più di un mese e il consigliere se ne è accorto solo ora.
Dopo la bufera social, Felicetta prova a fare marcia indietro: «Non volevo creare scontro, solo aprire un dibattito su un tema importante, ma siccome ho ricevuto solo commenti polemici, ho deciso di rimuovere il post». E aggiunge di averlo fatto di sua spontanea volontà precisando: «Non sono il cagnolino di nessuno, se devo fare una critica la faccio».
Una situazione, dunque, che sembra riguardare un’iniziativa personale tanto che Felicetta, nel suo sfogo, ha lamentato di aver appreso la notizia dai cittadini anziché dall’esecutivo comunale: un’affermazione che suona quasi come una critica all’intera amministrazione e al sindaco Federico Binatti, che solo pochi giorni prima gli aveva assegnato le deleghe ai Lavori pubblici.
Insomma, più che un’abile mossa politica, quella del capogruppo sembra più una scivolata clamorosa.