Duecentocinquantamila euro, è questa la cifra che la Fondazione Banca Popolare di Novara e la Fondazione comunità novarese hanno donato alla Struttura di malattie dell’apparato respiratorio dell’ospedale Maggiore per l’acquisto di un sistema di imaging avanzato. Una strumentazione che massimizza la probabilità di ottenere una diagnosi definitiva di cancro ai polmoni utilizzando l’intelligenza artificiale.
A spiegarne il funzionamento è stato il primario del reparto, Filippo Patrucco: «Le tecniche di diagnosi tramite biopsia o broncoscopia hanno un’ottima percentuale di successo e di diagnosi, ma in alcuni casi possono generare complicanze a causa dell’invalidità delle procedure. Grazie a questo nuovo macchinario e all’uso della navigazione endoscopica guidata dall’intelligenza artificiale potremo ridurre drasticamente il rischio di complicazioni».
Il sistema di fluoroscopia aumentata e navigazione LungVision utilizzando algoritmi di intelligenza artificiale integra, infatti, le scansioni eseguite in fase pre-operatoria alle acquisizioni fluoroscopiche in tempo reale, restituendo all’operatore la proiezione esatta della lesione tumorale. Questa tecnologia consente quindi di visualizzare quei i noduli che, per dimensione, posizione o densità, non sono visibili, facilitandone la localizzazione e incrementandone così le possibilità di campionamento.
«La statistica medica – ha commentato il presidente di Fondazione Comunità Novarese, Davide Maggi – ci informa che il tumore ai polmoni è la causa più comune di decesso per cancro al mondo, con una stima dell’85% di mortalità sugli eventi diagnosticati. Ciò accade perché, nella maggioranza dei casi, i tumori polmonari sono localizzati in una posizione che non rende agevole la loro tempestiva individuazione. Per questo abbiamo deciso di aiutare l’azienda ospedaliera nel potenziare le metodologie e le strumentazioni di cura con l’auspicio che questa nuova tecnologia possa portare a risposte sempre più efficaci per la salute dei pazienti».
«Questo finanziamento è l’esempio – ha affermato il presidente della Fondazione Bpn, Franco Zanetta – degli ottimi effetti dell’agire in sintonia tra fondazioni del territorio, a vantaggio dei cittadini che vivono nell’area servita dalla struttura ospedaliera novarese. Dall’iniziativa di dotare il reparto che si occupa di malattie respiratorie di questa importante apparecchiatura emerge anche la bellezza dell’agire pensando agli altri: questo è ciò che ha dimostrato il dottor Piero Emilio Balbo che pur prossimo alla pensione si è impegnato per mettere in primo piano la salute dei pazienti e la piena funzionalità della struttura che stava per lasciare».
A conclusione della presentazione il direttore generale del Maggiore, Stefano Scarpetta ha sottolineato: «Ancora una volta le Fondazioni del territorio sono vicine all’ospedale con un’ importante donazione che renderà ancora più efficace la nostra Pneumologia interventistica. Ed è ancora più significativo che questa donazione avviene grazie all’impegno comune della Fondazione Bpn e della Fondazione comunità novarese per il territorio: unendo le proprie forze hanno dimostrato come insieme si possono raggiungere obiettivi molto importanti, avendo come scopo la salute dei pazienti».
Così il reparto di Pneumologia Interventistica, già riferimento per l’intero quadrante Nord-Est del Piemonte, diventerà uno dei pochissimi centri in Italia, insieme all’Istituto Europeo di Oncologia, all’ospedale di Bologna e a quello di Ancona, a possedere l’apparecchiatura di diagnostica per il cancro del polmone. Un successo per la città che mentre aspetta la realizzazione della Città della Salute potrà contare su un reparto sempre più attrattivo e all’avanguardia.