A Novara arriva lo sfalcio differenziato: aiuole non potate per favorire la biodiversità

Un progetto di Legambiente, con la collaborazione di Upo, Assa e Comune di Novara, finanziato da Fondazione Comunità Novarese

Si intitola Novara Città in Erba l’ultimo progetto del Circolo “Il Pioppo” di Legambiente in collaborazione con Comune di Novara, Università del Piemonte Orientale e Assa Novara e realizzato grazie al sostegno di Fondazione Comunità Novarese (attraverso un contributo di 30.000 euro) per sensibilizzare la cittadinanza sul valore della biodiversità e sull’importanza degli insetti impollinatori. 

Il progetto consiste nell’implementazione di zone di sfalcio differenziato all’interno di alcune aree verdi della città: una pratica di gestione del prato che prevede una riduzione della frequenza di taglio dell’erba. In questo modo, infatti, le piante che compongono il prato riescono a completare il loro ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla produzione di seme.  

Elisabetta Franzoni, assessore all’ambiente Comune di Novara, ha dichiarato «al centro dell’azione che portiamo avanti come amministrazione c’è un importante concetto che ci sta particolarmente a cuore: quello della cittadinanza attiva possibile nella nostra città grazie allo stretto legame che abbiamo con associazioni, partner, cittadini, con le scuole  molto intenso il lavoro con numerosi progetti con scuole nella cura del verde e nella promozione della biodiversità. Ne è esempio questo progetto, in collaborazione con Assa e non solo, che prevede la realizzazione di prati che non saranno zone abbandonate, ma curate e circoscritte per essere percepite come spazi di esperimenti scientifici di grande attrattiva per chi ha a cuore l’ambiente».

«La gestione delle aree verdi si è modificata negli anni: la richiesta, da parte dei cittadini, di ordine e pulizia nei parchi urbani ha prodotto un aumento del numero di tagli dell’erba per tenere il prato sempre basso e ordinato, ma purtroppo sempre più artificiale e di costosa manutenzione» ha spiegato Roberto Gazzola, presidente del Circolo di Legambiente “Il Pioppo” che ha aggiunto «i cambiamenti climatici sono una realtà che sta diventando sempre più presente e che provoca profonde dinamiche di trasformazione ed eventi estremi sempre più frequenti. Le città sono particolarmente sensibili a questi cambiamenti e sono chiamate ad adottare adeguate politiche di mitigazione e adattamento, in particolare per quanto riguarda l’aumento delle temperature e la regimazione delle acque meteoriche.  Intervenire sul “verde urbano” può essere un modo efficace e veloce per dare pronte risposte». 

Gazzola ha spiegato «il verde urbano è un sistema connesso alla struttura urbana e che richiede tempi di intervento e costi nettamente inferiori rispetto a quanto sarebbe necessario per raggiungere gli stessi risultati sul “grigio”: il sistema dell’edificato e delle infrastrutture ad esso collegate.  Il verde urbano è un sistema molto flessibile e modificabile e per questo deve essere privilegiato nelle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. All’interno di questo sistema la parte relativa alla copertura del suolo (i prati) è quella che può essere oggetto di modifiche gestionali con effetti immediati e costi contenuti. Adeguare la gestione dei prati (e delle aree marginali) comporta modifiche nel regime dei tagli nella stessa area e questa semplice azione può avere notevoli effetti ambientali e sulla biodiversità, incrementando il valore ecosistemico degli spazi verdi cittadini».

«Gli impollinatori, come api, farfalle e altri insetti, sono una parte fondamentale della biodiversità. Essi garantiscono la sopravvivenza di numerose piante, ma il loro declino progressivo è oramai ampiamente dimostrato. Anche le nostre città possono ospitare un gran numero di impollinatori, diventando rifugi per questi preziosi animali, ma solo se gestite con attenzione e cura. Ad esempio, ritardare il periodo di sfalcio nelle aree verdi urbane permette di preservare fiori e habitat cruciali per gli impollinatori, permettendo il completamento del loro ciclo vitale» hanno spiegato la professoressa Irene Pellegrino e il professor Marco Cucco del gruppo di Zoologia dell’Università del Piemonte Orientale che porteranno avanti l’attività di monitoraggio degli impollinatori urbani per verificare l’efficacia dello sfalcio ridotto e del progetto. «Attraverso i dati raccolti, sarà possibile dimostrare l’importanza dello sfalcio ridotto o posticipato, sensibilizzare ulteriormente la comunità di cittadini, proteggere questi preziosi animali e che sono sempre più minacciati dalle azioni umane, e rendere le nostre città più eco-sostenibili» hanno aggiunto. 

Oltre allo sfalcio differenziato, infatti, il progetto prevede il coinvolgimento diretto della popolazione novarese tramite attività di citizen science che rendano accessibile a tutte e tutti lo studio degli effetti di questa pratica, ma anche tramite il coinvolgimento degli studenti novaresi che incontreranno nelle scuole gli educatori e le educatrici ambientali di Legambiente e i ricercatori e le ricercatrici dell’Università del Piemonte Orientale per affrontare alcuni percorsi dedicati alla biodiversità urbana e per partecipare a esperienze sul campo nelle aree interessate dal progetto. 

«Novara città in Erba – ha commentato Stefano Nerviani, consigliere di Fondazione Comunità Novarese – è un progetto innovativo che riguarda le aree verdi cittadine e che nasce per bilanciare l’esigenza di decoro con la necessità di preservare e incrementare il grado di naturalità del contesto urbano. La Fondazione ha scelto di sostenerlo perché crediamo che questo tipo di sperimentazione sia fondamentale per cercare di ripristinare un sano equilibrio in tema ambientale e anche perché la campagna di comunicazione collegata a questo progetto, che vede impegnata una cordata importante di partner, sia necessaria per coinvolgere la comunità (partendo dai più piccoli con le azioni nelle scuole) nella comprensione del valore di simili pratiche. Non tagliare (o ridurne la frequenza) l’erba ha uno scopo preciso: permettere ai fiori selvatici di crescere liberamente offrendo nutrimento e rifugio a numerosi insetti tra cui gli impollinatori, essenziali per il mantenimento della salute degli ecosistemi. Sul nostro territorio si tratta di un esperimento ma promuovere questo genere di approccio rappresenta uno strumento educativo utile a stimolare discussioni su pratiche sostenibili e ad aumentare la consapevolezza ambientale coinvolgendo la comunità nella conservazione degli ecosistemi».

«La Fondazione – ha aggiunto il direttore generale di FCN, Gianluca Vacchini – auspica l’aiuto e la collaborazione di tutta la comunità non solo dal punto di vista delle donazioni ma anche da quello della comprensione profonda di questa nuova pratica che riflette un nuovo modo di intendere e vivere il verde urbano».

Ad occuparsi direttamente delle aree a sfalcio differenziato sarà Assa Novara che tramite Alessandro Battaglino ha spiegato come il progetto «segna un nuovo approccio, anche per la città di Novara, nella gestione e nella manutenzione del verde pubblico. Assa, da anni, si occupa direttamente e indirettamente del verde orizzontale della nostra città e del relativo cronoprogramma dei lavori, con un approccio, in particolare per quanto riguarda il taglio dell’erba, finalizzato a rendere omogenee le diverse aree su cui si interviene» e ha aggiunto «i cambiamenti climatici devono essere affrontati mettendo in atto tutte quelle strategie che possano mitigarne gli effetti. Cercare di capire quali possono essere gli effetti sulla biodiversità agendo in modo diverso anche sul taglio dell’erba, con l’obiettivo di preservare gli impollinatori, è un impegno fondamentale per il bene dei cittadini novaresi e dell’ambiente. L’auspicio è che, anche, con questo progetto si possa contribuire da un lato a cambiare lo stato delle cose e dall’altro a rendere più consapevoli i cittadini che solo una modifica  delle nostre abitudini può tutelare il creato».    

Maggiori informazioni e le aree interessate sono disponibili sul sito del progetto.

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A Novara arriva lo sfalcio differenziato: aiuole non potate per favorire la biodiversità

Un progetto di Legambiente, con la collaborazione di Upo, Assa e Comune di Novara, finanziato da Fondazione Comunità Novarese

Si intitola Novara Città in Erba l’ultimo progetto del Circolo “Il Pioppo” di Legambiente in collaborazione con Comune di Novara, Università del Piemonte Orientale e Assa Novara e realizzato grazie al sostegno di Fondazione Comunità Novarese (attraverso un contributo di 30.000 euro) per sensibilizzare la cittadinanza sul valore della biodiversità e sull’importanza degli insetti impollinatori. 

Il progetto consiste nell’implementazione di zone di sfalcio differenziato all’interno di alcune aree verdi della città: una pratica di gestione del prato che prevede una riduzione della frequenza di taglio dell’erba. In questo modo, infatti, le piante che compongono il prato riescono a completare il loro ciclo vegetativo fino alla fioritura e alla produzione di seme.  

Elisabetta Franzoni, assessore all’ambiente Comune di Novara, ha dichiarato «al centro dell’azione che portiamo avanti come amministrazione c’è un importante concetto che ci sta particolarmente a cuore: quello della cittadinanza attiva possibile nella nostra città grazie allo stretto legame che abbiamo con associazioni, partner, cittadini, con le scuole  molto intenso il lavoro con numerosi progetti con scuole nella cura del verde e nella promozione della biodiversità. Ne è esempio questo progetto, in collaborazione con Assa e non solo, che prevede la realizzazione di prati che non saranno zone abbandonate, ma curate e circoscritte per essere percepite come spazi di esperimenti scientifici di grande attrattiva per chi ha a cuore l’ambiente».

«La gestione delle aree verdi si è modificata negli anni: la richiesta, da parte dei cittadini, di ordine e pulizia nei parchi urbani ha prodotto un aumento del numero di tagli dell’erba per tenere il prato sempre basso e ordinato, ma purtroppo sempre più artificiale e di costosa manutenzione» ha spiegato Roberto Gazzola, presidente del Circolo di Legambiente “Il Pioppo” che ha aggiunto «i cambiamenti climatici sono una realtà che sta diventando sempre più presente e che provoca profonde dinamiche di trasformazione ed eventi estremi sempre più frequenti. Le città sono particolarmente sensibili a questi cambiamenti e sono chiamate ad adottare adeguate politiche di mitigazione e adattamento, in particolare per quanto riguarda l’aumento delle temperature e la regimazione delle acque meteoriche.  Intervenire sul “verde urbano” può essere un modo efficace e veloce per dare pronte risposte». 

Gazzola ha spiegato «il verde urbano è un sistema connesso alla struttura urbana e che richiede tempi di intervento e costi nettamente inferiori rispetto a quanto sarebbe necessario per raggiungere gli stessi risultati sul “grigio”: il sistema dell’edificato e delle infrastrutture ad esso collegate.  Il verde urbano è un sistema molto flessibile e modificabile e per questo deve essere privilegiato nelle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. All’interno di questo sistema la parte relativa alla copertura del suolo (i prati) è quella che può essere oggetto di modifiche gestionali con effetti immediati e costi contenuti. Adeguare la gestione dei prati (e delle aree marginali) comporta modifiche nel regime dei tagli nella stessa area e questa semplice azione può avere notevoli effetti ambientali e sulla biodiversità, incrementando il valore ecosistemico degli spazi verdi cittadini».

«Gli impollinatori, come api, farfalle e altri insetti, sono una parte fondamentale della biodiversità. Essi garantiscono la sopravvivenza di numerose piante, ma il loro declino progressivo è oramai ampiamente dimostrato. Anche le nostre città possono ospitare un gran numero di impollinatori, diventando rifugi per questi preziosi animali, ma solo se gestite con attenzione e cura. Ad esempio, ritardare il periodo di sfalcio nelle aree verdi urbane permette di preservare fiori e habitat cruciali per gli impollinatori, permettendo il completamento del loro ciclo vitale» hanno spiegato la professoressa Irene Pellegrino e il professor Marco Cucco del gruppo di Zoologia dell’Università del Piemonte Orientale che porteranno avanti l’attività di monitoraggio degli impollinatori urbani per verificare l’efficacia dello sfalcio ridotto e del progetto. «Attraverso i dati raccolti, sarà possibile dimostrare l’importanza dello sfalcio ridotto o posticipato, sensibilizzare ulteriormente la comunità di cittadini, proteggere questi preziosi animali e che sono sempre più minacciati dalle azioni umane, e rendere le nostre città più eco-sostenibili» hanno aggiunto. 

Oltre allo sfalcio differenziato, infatti, il progetto prevede il coinvolgimento diretto della popolazione novarese tramite attività di citizen science che rendano accessibile a tutte e tutti lo studio degli effetti di questa pratica, ma anche tramite il coinvolgimento degli studenti novaresi che incontreranno nelle scuole gli educatori e le educatrici ambientali di Legambiente e i ricercatori e le ricercatrici dell’Università del Piemonte Orientale per affrontare alcuni percorsi dedicati alla biodiversità urbana e per partecipare a esperienze sul campo nelle aree interessate dal progetto. 

«Novara città in Erba – ha commentato Stefano Nerviani, consigliere di Fondazione Comunità Novarese – è un progetto innovativo che riguarda le aree verdi cittadine e che nasce per bilanciare l’esigenza di decoro con la necessità di preservare e incrementare il grado di naturalità del contesto urbano. La Fondazione ha scelto di sostenerlo perché crediamo che questo tipo di sperimentazione sia fondamentale per cercare di ripristinare un sano equilibrio in tema ambientale e anche perché la campagna di comunicazione collegata a questo progetto, che vede impegnata una cordata importante di partner, sia necessaria per coinvolgere la comunità (partendo dai più piccoli con le azioni nelle scuole) nella comprensione del valore di simili pratiche. Non tagliare (o ridurne la frequenza) l’erba ha uno scopo preciso: permettere ai fiori selvatici di crescere liberamente offrendo nutrimento e rifugio a numerosi insetti tra cui gli impollinatori, essenziali per il mantenimento della salute degli ecosistemi. Sul nostro territorio si tratta di un esperimento ma promuovere questo genere di approccio rappresenta uno strumento educativo utile a stimolare discussioni su pratiche sostenibili e ad aumentare la consapevolezza ambientale coinvolgendo la comunità nella conservazione degli ecosistemi».

«La Fondazione – ha aggiunto il direttore generale di FCN, Gianluca Vacchini – auspica l’aiuto e la collaborazione di tutta la comunità non solo dal punto di vista delle donazioni ma anche da quello della comprensione profonda di questa nuova pratica che riflette un nuovo modo di intendere e vivere il verde urbano».

Ad occuparsi direttamente delle aree a sfalcio differenziato sarà Assa Novara che tramite Alessandro Battaglino ha spiegato come il progetto «segna un nuovo approccio, anche per la città di Novara, nella gestione e nella manutenzione del verde pubblico. Assa, da anni, si occupa direttamente e indirettamente del verde orizzontale della nostra città e del relativo cronoprogramma dei lavori, con un approccio, in particolare per quanto riguarda il taglio dell’erba, finalizzato a rendere omogenee le diverse aree su cui si interviene» e ha aggiunto «i cambiamenti climatici devono essere affrontati mettendo in atto tutte quelle strategie che possano mitigarne gli effetti. Cercare di capire quali possono essere gli effetti sulla biodiversità agendo in modo diverso anche sul taglio dell’erba, con l’obiettivo di preservare gli impollinatori, è un impegno fondamentale per il bene dei cittadini novaresi e dell’ambiente. L’auspicio è che, anche, con questo progetto si possa contribuire da un lato a cambiare lo stato delle cose e dall’altro a rendere più consapevoli i cittadini che solo una modifica  delle nostre abitudini può tutelare il creato».    

Maggiori informazioni e le aree interessate sono disponibili sul sito del progetto.

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