Si trovano vicino alla stazione gli uffici dell’assessorato al commercio, una struttura che può contare su dieci dipendenti e su una dotazione a bilancio di circa 40mila euro, al netto di trasferimenti da altri enti come la Regione o lo Stato. Una macchina relativamente piccola, ma che affronta diversi compiti che richiedono un approccio di visione e di coordinamento con le altre deleghe per un settore centrale nello sviluppo della città. È qui che abbiamo incontrato l’assessore con delega al Commercio Maria Cristina Stangalini che ha risposto alle nostre domande, dopo l’indagine de La Voce da cui è emerso un dato di diciannove vetrine e negozi sfitti nel centro città.
Assessore, quello novarese è un dato che certamente sconta una dinamica nazionale di crescita del costo della vita e di contrazione nei consumi, ma che non può essere la giustificazione per non cercare soluzioni locali al problema, corretto?
Su questo tema abbiamo attivato gli uffici per dare dignità alle vetrine sfitte con una serie di vetrofanie, in collaborazione con l’associazione Raccontiamo Novara. L’obiettivo è quello di far rispettare il regolamento di polizia urbana sulle vetrine dei negozi sfitti che devono essere lasciate in maniera decorosa, ma anche quello di provare a farlo raccontando il commercio e la sua evoluzione in città con un evento conclusivo magari nell’arengo del Broletto. Per questo progetto mi appello alla sensibilità dei proprietari che sto contattando perchè aderiscano all’iniziativa.
In questa dinamica quanto contano l’approccio condiviso e la relazione tra l’assessorato e i negozianti?
L’appello è a tutti i commercianti novaresi. L’assessorato si mette a disposizione della città per provare a contrastare insieme una crisi che ha delle dinamiche globali e nazionali, ma per farlo dobbiamo avere la disponibilità e la collaborazione di tutti, per i quali abbiamo in mente una serie di progetti e di iniziative. Il nostro territorio è abbastanza indietro rispetto ad altre province del Piemonte, ma sulla gestione tecnica del bando e della rendicontazione siamo uno dei Comuni più virtuosi. Inoltre rispetto ad altri casi, il nostro distretto comprende tutti i commercianti, non solo quelli del centro storico e quando lo abbiamo istituito abbiamo tenuto una serie di incontri abbastanza partecipati che hanno permesso di elaborare strategie per il futuro.
C’è un cronoprogramma?
Certamente. Innanzitutto verranno organizzati incontri con tutti i negozianti divisi per zone e per quartieri in maniera tale da promuovere attività coordinate come quelle che in passato hanno funzionato. Penso alle notti bianche in corso Torino, in viale Roma e in corso Vercelli, ma anche allo sbarazzo in centro storico. Se ci sono proposte di iniziative da parte delle categorie siamo pronti ad ascoltare e a metterci a disposizione dei commercianti e dei ristoratori, con la consapevolezza che l’occasione di Novara Città del Formaggio sarà un’occasione per allargare la partecipazione a iniziative che non riguardino solo il gorgonzola, che comunque rimarrà il principe dell’iniziativa.
Un tasto dolente è la galleria del centro.
Si tratta di uno spazio di lusso e di pregio, ma non ha mai attecchito come idea, forse perché il punto principale è piazza Martiri che attira più locali Proprio in questi giorni sono in fase di ristrutturazione alcuni locali di privati: attendiamo di capire cosa ne sarà.
Anche le aree mercatali, in particolare quello di viale Dante, sono in sofferenza. Ci sono strategie in campo?
Sul quinto padiglione del mercato coperto non c’è ancora una progettualità, ma la volontà è quella di creare uno spazio che si integri con la struttura e l’offerta commerciale. Per quanto riguarda i mercati rionali «un punto centrale della mia azione da amministratrice, perché era una delle sfide più complesse che ha a che fare da un lato con la normativa e dall’altro con la crisi. In ogni caso abbiamo ricevuto diverse richieste per gli stalli e a breve usciranno i bandi per riempire gli spazi ancora liberi. Con gli operatori dei mercati abbiamo un buon dialogo e al momento stiamo capendo come aumentare le aree destinate ai produttori agricoli che sono in crescita, segno di uno spiccato interesse rispetto ai prodotti.
In questa situazione generale, quali sono le sfide dell’amministrazione relative al commercio per il 2025?
Senz’altro sono ambiziose. Mi interessa sistemare definitivamente il mercato coperto e riuscire a modificare gli orari facendo delle aperture pomeridiane e sperimentando un’attività diversa, più vicina alla città. Secondariamente vorrei riuscire a creare, in accordo con i commercianti, iniziative di supporto alle loro attività per cercare di limitare i danni della situazione di crisi del commercio. Inoltre vorrei riuscire a intervenire sull’arredo urbano che può essere il vero motore del movimento in città restituendo un’immagine più decorosa anche in previsione della pedonalizzazione di piazza Martiri.