Commercio in città: bene Centro, Sant’Agabio e Sant’Andrea. Giù Sacro Cuore e San Martino

Presentati i numeri di aperture e chiusure, ma si attende il confronto con i dati di Ires

Centoquindici aperture contro 95 chiusure nel 2024. È questo il saldo presentato questa mattina, 4 aprile, durante la commissione Commercio richiesta dalle minoranze per un aggiornamento sulla situazione del settore in città. Un saldo positivo di 20 aperture che l’assessore titolare della delega Maria Cristina Stangalini ha così commentato: «È vero che ci sono delle chiusure che balzano all’occhio, soprattutto in centro città, ma il dato per il 2024 è positivo».

Bene il quartiere Centro con un saldo totale di 6 nuove attività, Sant’Agabio con 7 nuove aperture e Sant’Andrea che ne conta 6. Soffrono invece il Sacro Cuore e San Martino con un saldo negativo rispettivamente di 6 e 3 attività. I dati elaborati sono quelli nelle disponibilità del settore commercio per l’anno 2024 e sono diversi da quelli presentati da Ires durante una delle ultime sedute della commissione che si sta occupando del nuovo piano regolatore. Una situazione sottolineata anche dall’assessore Stangalini che ha dichiarato: «È un problema, perché anche noi abbiamo bisogno di quei dati e di confrontarli con i nostri, per questo ho chiesto agli uffici e all’assessore competente di trasmetterli anche all’ufficio commercio».

Una situazione che stride con quanto ha dichiarato l’assessore parlando della necessità di «interfacciarci con le altre deleghe, perché il commercio è legato anche al sociale, alla sicurezza, alla cultura, al marketing territoriale» annunciando la volontà di «aprire una riflessione con chi ha uno sguardo sulla città dal punto di vista economico, magari attraverso una collaborazione sull’università per fare uno studio di settore». Il problema, come per tutti, sono «i pochi quattrini che il commercio ha a disposizione che vanno spesi in maniera responsabile».

Sulla necessità di una visione ad ampio spettro sono intervenute anche le minoranze. La consigliera del Partito Democratico Sara Paladini ha ricordato come «ieri in commissione Sicurezza abbiamo detto che la questione delle vetrine e dei negozi vuoti è anche una questione di sicurezza e legata a una città viva e partecipata» e per questo ha proposto «una seduta di commissione all’esterno per verificare quali sono le attività che chiudono e quelle zone dove ci sono più criticità». Sempre Paladini ha dichiarato che sul tema «non possiamo fare come Ponzio Pilato e dire che è tutta colpa del mercato: rispondere che la colpa delle chiusure è dovuta ai prezzi degli affitti è una visione miope, perché il comune non si è impegnato abbastanza per parlare con le associazioni dei proprietari per cercare di calmierare i prezzi e gestire la situazione.

Anche il capogruppo del Partito Democratico Nicola Fonzo è intervenuto nella discussione sottolineando come «il commercio come lo abbiamo conosciuto in passato probabilmente non esiste più. Per questo l’ente pubblico deve intervenire per cercare di trovare soluzioni a una crisi che è strutturale del sistema, ma non può sperare che il mercato regoli tutto da solo. Ci sono alcune cose che fa il mercato e altre che deve fare l’amministrazione pubblica».

A sorpresa non sono stati solo gli interventi delle minoranze a incalzare l’assessore Stangalini: dai banchi della maggioranza la domanda del consigliere di Fdi Camillo Esempio non è passata inosservata: «Ogni giorno nasce una piattaforma di vendita online e il commercio ha cambiato volto, per questo mentre leggevo nell’ordine del giorno la discussione di un punto sulla salute del commercio in città e sulle iniziative di rilancio, mi sono chiesto quali sono le iniziative, perché non ne ho sentite durante la discussione. Come vogliamo concretamente aiutare i commercianti?» ha domandato prima di aggiungere «va bene calendarizzare le notti bianche, però l’assessore dovrebbe spiegare chi ne beneficia» e di concludere lodando l’operato del settore per il numero di progetti poi illustrati.

Per quanto riguarda le iniziative «uno dei problemi è la partecipazione che, spesso, manca» ha sottolineato Stangalini che ha però rilanciato sulla «volontà di interfacciarmi con i commercianti per proporre una serie di attività che il comune può costruire insieme a loro come faremo con Cabiria Teatro che animerà alcune vie della città in occasione di un’iniziativa per favorire il commercio locale».

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Luca Galuppini

24 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs presso l'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.

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Commercio in città: bene Centro, Sant’Agabio e Sant’Andrea. Giù Sacro Cuore e San Martino

Presentati i numeri di aperture e chiusure, ma si attende il confronto con i dati di Ires

Centoquindici aperture contro 95 chiusure nel 2024. È questo il saldo presentato questa mattina, 4 aprile, durante la commissione Commercio richiesta dalle minoranze per un aggiornamento sulla situazione del settore in città. Un saldo positivo di 20 aperture che l’assessore titolare della delega Maria Cristina Stangalini ha così commentato: «È vero che ci sono delle chiusure che balzano all’occhio, soprattutto in centro città, ma il dato per il 2024 è positivo».

Bene il quartiere Centro con un saldo totale di 6 nuove attività, Sant’Agabio con 7 nuove aperture e Sant’Andrea che ne conta 6. Soffrono invece il Sacro Cuore e San Martino con un saldo negativo rispettivamente di 6 e 3 attività. I dati elaborati sono quelli nelle disponibilità del settore commercio per l’anno 2024 e sono diversi da quelli presentati da Ires durante una delle ultime sedute della commissione che si sta occupando del nuovo piano regolatore. Una situazione sottolineata anche dall’assessore Stangalini che ha dichiarato: «È un problema, perché anche noi abbiamo bisogno di quei dati e di confrontarli con i nostri, per questo ho chiesto agli uffici e all’assessore competente di trasmetterli anche all’ufficio commercio».

Una situazione che stride con quanto ha dichiarato l’assessore parlando della necessità di «interfacciarci con le altre deleghe, perché il commercio è legato anche al sociale, alla sicurezza, alla cultura, al marketing territoriale» annunciando la volontà di «aprire una riflessione con chi ha uno sguardo sulla città dal punto di vista economico, magari attraverso una collaborazione sull’università per fare uno studio di settore». Il problema, come per tutti, sono «i pochi quattrini che il commercio ha a disposizione che vanno spesi in maniera responsabile».

Sulla necessità di una visione ad ampio spettro sono intervenute anche le minoranze. La consigliera del Partito Democratico Sara Paladini ha ricordato come «ieri in commissione Sicurezza abbiamo detto che la questione delle vetrine e dei negozi vuoti è anche una questione di sicurezza e legata a una città viva e partecipata» e per questo ha proposto «una seduta di commissione all’esterno per verificare quali sono le attività che chiudono e quelle zone dove ci sono più criticità». Sempre Paladini ha dichiarato che sul tema «non possiamo fare come Ponzio Pilato e dire che è tutta colpa del mercato: rispondere che la colpa delle chiusure è dovuta ai prezzi degli affitti è una visione miope, perché il comune non si è impegnato abbastanza per parlare con le associazioni dei proprietari per cercare di calmierare i prezzi e gestire la situazione.

Anche il capogruppo del Partito Democratico Nicola Fonzo è intervenuto nella discussione sottolineando come «il commercio come lo abbiamo conosciuto in passato probabilmente non esiste più. Per questo l’ente pubblico deve intervenire per cercare di trovare soluzioni a una crisi che è strutturale del sistema, ma non può sperare che il mercato regoli tutto da solo. Ci sono alcune cose che fa il mercato e altre che deve fare l’amministrazione pubblica».

A sorpresa non sono stati solo gli interventi delle minoranze a incalzare l’assessore Stangalini: dai banchi della maggioranza la domanda del consigliere di Fdi Camillo Esempio non è passata inosservata: «Ogni giorno nasce una piattaforma di vendita online e il commercio ha cambiato volto, per questo mentre leggevo nell’ordine del giorno la discussione di un punto sulla salute del commercio in città e sulle iniziative di rilancio, mi sono chiesto quali sono le iniziative, perché non ne ho sentite durante la discussione. Come vogliamo concretamente aiutare i commercianti?» ha domandato prima di aggiungere «va bene calendarizzare le notti bianche, però l’assessore dovrebbe spiegare chi ne beneficia» e di concludere lodando l’operato del settore per il numero di progetti poi illustrati.

Per quanto riguarda le iniziative «uno dei problemi è la partecipazione che, spesso, manca» ha sottolineato Stangalini che ha però rilanciato sulla «volontà di interfacciarmi con i commercianti per proporre una serie di attività che il comune può costruire insieme a loro come faremo con Cabiria Teatro che animerà alcune vie della città in occasione di un’iniziativa per favorire il commercio locale».

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Luca Galuppini

24 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs presso l'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.