Dopo la chiusura del punto di assistenza pediatrica del sabato mattina all’Asl in viale Roma, a Novara, le reazioni non si sono fatte attendere. Da un lato un’interrogazione presentata in Regione dal consigliere regionale Domenico Rossi, dall’altro la raccolta firme organizzata dalle famiglie che hanno indirizzato un accorato appello al direttore generale dell’Asl Angelo Penna, al governatore del Piemonte Alberto Cirio e al sindaco di Novara Alessandro Canelli chiedendo che la decisione venisse rivista con urgenza.
A distanza di qualche giorno, oggi, 10 aprile, durante la seduta di consiglio comunale – in cui si discuteva un ordine del giorno frutto della mediazione dei capigruppo di tutte le forze politiche che chiedevano al Comune di impegnarsi con gli organi competenti per riattivare il punto di assistenza – è arrivata la notizia che tutti attendevano: il sindaco Alessandro Canelli che ha riferito la notizia dell’Asl: «Dai primi giorni di maggio il servizio del punto di assistenza pediatrica».

Una notizia accolta con un applauso dai rappresentanti dei firmatari dell’appello presenti in consiglio comunale che, tuttavia, non ha impedito alle minoranze di sollevare alcune osservazioni sulla situazione della sanità territoriale e sul ruolo delle amministrazioni pubbliche. In particolare la consigliera del Pd Cinzia Spilinga ha sottolineato: «Sono contenta per il voto all’unanimità di questo ordine del giorno, ma non posso non sottolineare come a livelli diversi come quello regionale e statale non si sia preso un impegno comune per provare a cercare una soluzione a un problema di sanità territoriale e alla chiusura di un presidio sul territorio» seguita anche da Mario Iacopino, capogruppo del Movimento 5 Stelle che ha sottolineato: «Dobbiamo cercare sempre più di sostenere la medicina sul territorio e anche solo questo mese vacante è un danno per le famiglie novaresi. Ben venga che ci siamo attivati, ma il monitoraggio continua».
Una buona notizia quindi e un lieto fine a una problematica che rischiava di vedere eliminato l’ennesimo presidio sanitario sul territorio che già soffre la carenza di medici di base e di pediatri di libera scelta.