Zona stazione, sicurezza o percezione? L’assessore Piantanida: «Chi straniero commette reati andrebbe rimpatriato ma va rispettata la legge»

Il dibattito è approdato in commissione consiliare dopo gli ultimi episodi di violenza. Secondo l'opposizione, la repressione non è l'unica via e serve una presa di coscienza sul fatto che il problema c'è

La zona della stazione continua a essere teatro di episodi di violenza e degrado. Lunedì pomeriggio, in baluardo Partigiani, due agenti di Polizia sono stati aggrediti durante un intervento. Solo pochi giorni prima, un residente aveva denunciato con un video la situazione di disordine in via San Francesco (in foto), nei pressi della sala scommesse. Scene che si ripetono quasi quotidianamente nonostante il lavoro delle forze dell’ordine, alimentando preoccupazione tra cittadini e commercianti.

Durante la commissione Sicurezza che si è svolta ieri, 3 aprile, nei locali dello Sporting, nuova sede della Polizia locale, l’assessore Luca Piantanida ha ribadito il concetto di «percezione di sicurezza». Secondo Piantanida, la paura che i cittadini provano in certe situazioni è legata a elementi culturali e visivi: «Se vedi due uomini di colore che litigano per strada, la sensazione è diversa rispetto a due persone che litigano in giacca e cravatta. Se passi per strada, magari alle otto di sera, e vedi dei ragazzi con il cappuccio calato sulla testa, hai paura che possano farti qualcosa. Questa è percezione della sicurezza». Ha poi sottolineato la necessità di controlli più rigorosi sugli affitti dei locali nella zona: «Via San Francesco la conosco bene, la mia famiglia ha due attività lì: se non si fanno verifiche preventive, non si sa a cosa si va incontro».

Il tema della sicurezza, tuttavia, non si esaurisce con la percezione soggettiva. Il consigliere Maurizio Nieli ha descritto il degrado tra via San Francesco e corso della Vittoria: «I residenti sono disperati. Gente che urina per strada, ubriachi che urlano, tutte situazioni denunciate Hanno chiesto più sorveglianza perché se avessero installato una telecamera sarebbe stata vandalizzata, ma il problema resta. Anche nei supermercati si registrano episodi di minorenni che vogliono prendere alcolici e che poi li consumano nei parcheggi generando disordini».

«La situazione dei supermercati esiste da tempo – ha detto Piantanida – I direttori mi hanno contattato e abbiamo organizzato dei servizi. Il consiglio è di denunciare sempre: le forze dell’ordine intervengono se vengono chiamate».

Il comandante della Polizia locale Paolo Cortese ha fatto una panoramica generale dei controlli che vengono fatti ogni giorno, in particolare intorno alla stazione ferroviaria, alle persone e anche nei bar. Ma, come ha ammesso lo stesso Piantanida, «dobbiamo rispettare le leggi, anche quando non ci piacciono. Per il micro-spaccio la normativa prevede una denuncia a piede libero, non l’arresto, e spesso, il giorno dopo, chi ha commesso il reato è di nuovo in strada a fare la stessa cosa. L’unica soluzione sarebbe potenziare le forze dell’ordine, ma oltre un certo limite non è possibile: è come combattere con le armi spuntate. I controlli ci sono, ma i reati non raggiungono livelli tali da giustificare l’impiego dell’esercito». E ha aggiunto: «Credo che se uno straniero, di qualunque nazionalità, commette un reato, dovrebbe essere rimpatriato immediatamente, ma la legge non lo prevede. E le leggi vanno rispettate, anche quando non le condividiamo».

Dall’opposizione, però, si è alzata una voce critica. La consigliera Sara Paladini ha sottolineato come la repressione non sia l’unica via: «Riconosciamo l’impegno delle forze dell’ordine, non siamo qui per verificare il lavoro fatto, ma c’è necessità di avere consapevolezza: non si può ridurre tutto a una questione di percezione. Il problema è reale, riguarda anche i giovanissimi e ha radici strutturali. La soluzione non è solo più polizia, ma anche prevenzione». Paladini ha proposto di riqualificare la zona con attività economiche e sociali: «Aprire vetrine, accendere le luci, stabilire criteri per gli affitti, dare spazi alle associazioni. E questo lo deve fare la politica».

Sulla stessa linea la consigliera Cinzia Spilinga: «La sicurezza è un problema complesso e non dobbiamo cadere nella semplificazione perchè ai problemi complessi non ci sono soluzioni facili. Dobbiamo abbandonare l’idea che l’insicurezza sia legata solo agli stranieri. Molti ragazzi problematici vengono da famiglie benestanti. Servono controlli, ma anche un percorso di progettazione che coinvolga anche i settori del commercio e dei servizi sociali».

«Non ho mai affrontato il problema sotto questo aspetto perché la mia delega è alla Sicurezza» ha risposto Piantanida che si è comunque reso disponibile ad aprire la discussione con le colleghe di giunta che si occupano di commercio e servizi sociali.

Il capogruppo del Pd, Nicola Fonzo, ha evidenziato un altro aspetto: «In via San Francesco c’è un centro scommesse che genera problemi. A duecento metri, invece, un bar frequentato da professionisti. La differenza è evidente. Bisogna ripensare la presenza sociale nelle periferie, non lasciarle abbandonate».

Riguardo all’utilizzo delle telecamere, il comandante Cortese ha sottolineato che «in città ci sono più di 200 telecamere che servono per fare una piccola parte di prevenzione, per capire come sono andasti i fatti. Sono certamente indispensabili per un certo tipo di lavoro».

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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore

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Una risposta

  1. Effettivamente uno straniero lo hanno rimpatriato e con un volo di Stato. Si chiamava Almasri ed è stato rimpatriato il Libia.

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Zona stazione, sicurezza o percezione? L’assessore Piantanida: «Chi straniero commette reati andrebbe rimpatriato ma va rispettata la legge»

Il dibattito è approdato in commissione consiliare dopo gli ultimi episodi di violenza. Secondo l’opposizione, la repressione non è l’unica via e serve una presa di coscienza sul fatto che il problema c’è

La zona della stazione continua a essere teatro di episodi di violenza e degrado. Lunedì pomeriggio, in baluardo Partigiani, due agenti di Polizia sono stati aggrediti durante un intervento. Solo pochi giorni prima, un residente aveva denunciato con un video la situazione di disordine in via San Francesco (in foto), nei pressi della sala scommesse. Scene che si ripetono quasi quotidianamente nonostante il lavoro delle forze dell’ordine, alimentando preoccupazione tra cittadini e commercianti.

Durante la commissione Sicurezza che si è svolta ieri, 3 aprile, nei locali dello Sporting, nuova sede della Polizia locale, l’assessore Luca Piantanida ha ribadito il concetto di «percezione di sicurezza». Secondo Piantanida, la paura che i cittadini provano in certe situazioni è legata a elementi culturali e visivi: «Se vedi due uomini di colore che litigano per strada, la sensazione è diversa rispetto a due persone che litigano in giacca e cravatta. Se passi per strada, magari alle otto di sera, e vedi dei ragazzi con il cappuccio calato sulla testa, hai paura che possano farti qualcosa. Questa è percezione della sicurezza». Ha poi sottolineato la necessità di controlli più rigorosi sugli affitti dei locali nella zona: «Via San Francesco la conosco bene, la mia famiglia ha due attività lì: se non si fanno verifiche preventive, non si sa a cosa si va incontro».

Il tema della sicurezza, tuttavia, non si esaurisce con la percezione soggettiva. Il consigliere Maurizio Nieli ha descritto il degrado tra via San Francesco e corso della Vittoria: «I residenti sono disperati. Gente che urina per strada, ubriachi che urlano, tutte situazioni denunciate Hanno chiesto più sorveglianza perché se avessero installato una telecamera sarebbe stata vandalizzata, ma il problema resta. Anche nei supermercati si registrano episodi di minorenni che vogliono prendere alcolici e che poi li consumano nei parcheggi generando disordini».

«La situazione dei supermercati esiste da tempo – ha detto Piantanida – I direttori mi hanno contattato e abbiamo organizzato dei servizi. Il consiglio è di denunciare sempre: le forze dell’ordine intervengono se vengono chiamate».

Il comandante della Polizia locale Paolo Cortese ha fatto una panoramica generale dei controlli che vengono fatti ogni giorno, in particolare intorno alla stazione ferroviaria, alle persone e anche nei bar. Ma, come ha ammesso lo stesso Piantanida, «dobbiamo rispettare le leggi, anche quando non ci piacciono. Per il micro-spaccio la normativa prevede una denuncia a piede libero, non l’arresto, e spesso, il giorno dopo, chi ha commesso il reato è di nuovo in strada a fare la stessa cosa. L’unica soluzione sarebbe potenziare le forze dell’ordine, ma oltre un certo limite non è possibile: è come combattere con le armi spuntate. I controlli ci sono, ma i reati non raggiungono livelli tali da giustificare l’impiego dell’esercito». E ha aggiunto: «Credo che se uno straniero, di qualunque nazionalità, commette un reato, dovrebbe essere rimpatriato immediatamente, ma la legge non lo prevede. E le leggi vanno rispettate, anche quando non le condividiamo».

Dall’opposizione, però, si è alzata una voce critica. La consigliera Sara Paladini ha sottolineato come la repressione non sia l’unica via: «Riconosciamo l’impegno delle forze dell’ordine, non siamo qui per verificare il lavoro fatto, ma c’è necessità di avere consapevolezza: non si può ridurre tutto a una questione di percezione. Il problema è reale, riguarda anche i giovanissimi e ha radici strutturali. La soluzione non è solo più polizia, ma anche prevenzione». Paladini ha proposto di riqualificare la zona con attività economiche e sociali: «Aprire vetrine, accendere le luci, stabilire criteri per gli affitti, dare spazi alle associazioni. E questo lo deve fare la politica».

Sulla stessa linea la consigliera Cinzia Spilinga: «La sicurezza è un problema complesso e non dobbiamo cadere nella semplificazione perchè ai problemi complessi non ci sono soluzioni facili. Dobbiamo abbandonare l’idea che l’insicurezza sia legata solo agli stranieri. Molti ragazzi problematici vengono da famiglie benestanti. Servono controlli, ma anche un percorso di progettazione che coinvolga anche i settori del commercio e dei servizi sociali».

«Non ho mai affrontato il problema sotto questo aspetto perché la mia delega è alla Sicurezza» ha risposto Piantanida che si è comunque reso disponibile ad aprire la discussione con le colleghe di giunta che si occupano di commercio e servizi sociali.

Il capogruppo del Pd, Nicola Fonzo, ha evidenziato un altro aspetto: «In via San Francesco c’è un centro scommesse che genera problemi. A duecento metri, invece, un bar frequentato da professionisti. La differenza è evidente. Bisogna ripensare la presenza sociale nelle periferie, non lasciarle abbandonate».

Riguardo all’utilizzo delle telecamere, il comandante Cortese ha sottolineato che «in città ci sono più di 200 telecamere che servono per fare una piccola parte di prevenzione, per capire come sono andasti i fatti. Sono certamente indispensabili per un certo tipo di lavoro».

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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore