Con “Go Welfare” diventa più facile gestire i benefit corrisposti ai lavoratori dipendenti, invogliando a spenderli in un circuito di aziende locali. E’ la novità, molto novarese, lanciata un anno fa dagli Enti Bilaterali del Terziario delle Province Novara-Vco-Vercelli-Biella su cui si è fatta una prima valutazione martedì 1 aprile in appendice alla presentazione dell’“Outlook” elaborato dal Centro Studi sul Terziario del Piemonte Nord.
Luca Trinchitella, presidente dell’Ente, ha spiegato come l’uso dell’app sia partito proprio dal Novarese e consenta di utilizzare i fondi erogati (per ora attorno ai 250 mila euro) sul territorio. «Ad oggi è una iniziativa unica a livello nazionale, certamente destinata a crescere. Per questo – ha detto – stiamo dialogando anche con la pubblica amministrazione, in particolare i comuni di Vercelli e Verbania, ma presto anche Novara. Sottolineo che così si attiva un circolo virtuoso che convoglia le risorse messe a disposizione negli esercizi commerciali delle nostre province. Pagare con il telefonino è comodo, i lavoratori sono contenti e questo farà accrescere gli esercizi convenzionati, che già oggi sono alcune migliaia».
IL FOCUS SULL’UTILIZZO DEL WELFARE
I fondi di cui si parla sono quelli legati al Welfare Aziendale, ovvero i benefit introdotti nel 2016 e corrisposti senza tassazione ai lavoratori (e deducibili dalle aziende) che rappresentano una integrazione al reddito utilizzabile in prestazioni, servizi e iniziative con finalità sociali, educative e previdenziali.
Un sistema, in generale, che incontra la soddisfazione dei lavoratori, ma anche quella degli imprenditori. Tuttavia ancora oggi soffre di una scarsa conoscenza (in particolare tra le piccole imprese) che non ne consente un decollo.
Questo almeno a livello nord-piemontese, secondo quanto indica l’ultimo focus tematico realizzato da EconLab Research Network per gli Enti bilaterali proprio per cogliere la percezione sul Welfare Aziendale delle aziende del terziario. L’indagine è stata condotta su 136 aziende del settore, con un campione in gran parte di piccole imprese, e 83 lavoratori, in ampia maggioranza donne.
«Risulta poco conosciuto dai datori di lavoro – ha spiegato il coordinatore prof. Alessandro Minello – e solo il 31,6% degli intervistati prevede iniziative in tal senso. Tra i lavoratori oltre l’80% ne conosce a vario grado i vantaggi e il 40% lamenta che la propria azienda non lo abbia ancora adottato e che vi sia poca possibilità di estendere i benefici a familiari».
Le iniziative avviate dalle aziende sono state per il 63% verso i “fringe benefit” (cioè crediti welfare per acquisti), la formazione dei dipendenti (35%), la sanità integrativa (30%) e la conciliazione vita-lavoro (28%). Tra i lavoratori (all’80% con figli a carico) si sottolineano problematiche per sostenere le spese scolastiche (83%) e l’assistenza sanitaria (50%), e conseguentemente le iniziative con maggiori adesioni sono la sanità integrativa e quindi l’utilizzo dei “fringe benefit” in cui l’assoluta priorità è verso le spese scolastiche per i figli.
A conclusione il prof. Minello ha sottolineato che «oltre ai diretti benefici economici per il lavoratore e per l’azienda, il Welfare favorisce la produttività e la fedeltà all’azienda e promuove un miglior clima organizzativo» auspicandone un crescente utilizzo a partire da una maggiore conoscenza di questa opportunità.
ECONOMIA, NOVARA TRAINA IL QUADRANTE
Precedentemente è stato presentato l’Outlook sull’andamento economico del primo semestre 2024, che ha indicato una leggera ripresa generale dell’imprenditoria nel Piemonte Nord, dopo la frenata dell’anno precedente, con una maggiore consistenza proprio nel terziario. Meno brillante l’andamento del mercato del lavoro, pur con una flessione sull’anno prima più contenuta (-1,3%) nel terziario.
Novara mostra tuttavia un andamento più positivo con una ripresa di crescita dell’economia rispetto alla stasi 2022-2023 e mantenutasi superiore ai livelli di prima della pandemia, al contrario delle altre tre province. «Novara si conferma come area trainante dell’economia del quadrante» ha riassunto il coordinatore, prof. Minello.
Il terziario nel quadrante pesa per circa i due terzi delle imprese e dei lavoratori. A mostrare segnali di diminuzione è, ovunque, il commercio, «il settore più vulnerabile, in declino generalizzato dovuto alla domanda che cambia soprattutto dopo la pandemia ed anche alla capacità o meno di stare sulla rete» ha commentato il prof. Minello. In crescita il turismo «che nel Novarese mostra ancora potenzialità inespresse che potrebbero dare ulteriore spinta» e va bene nell’alberghiero ma non nella ristorazione, mentre il comparto trainante resta quello dei servizi (Novara +5,1%, meglio delle altre province) e 61% di avviamenti al lavoro.
Altra prospettiva sul fronte occupazionale: è in calo ad eccezione di Novara (+1,7% di avviamenti sull’anno prima) dove la maggiore spinta viene dal commercio (+21,8%) ed anche dal turismo (+7,2%, analogamente al Vco), mentre è generalizzata la flessione di avviamenti nei servizi. «Un rallentamento periodico – la spiegazione – indice di una possibile crescita in produttività».