La politica novarese è sempre più dominata dagli insetti e dai piccoli animali in genere: oggi c’è la polemica di Fratelli d’Italia contro la farina di grilli considerata antitaliana e poco e nulla novarese ma negli scorsi mesi sono impazzate le chiocciole giganti e luminose, volute fortemente dalla Lega in piazza della stazione per motivi estetici e artistici, ma forse in fondo in fondo anche securitari.
Per anni il riconoscimento più ambito dei politici novaresi è stata “La Rana d’oro” di Casalbeltrame, piccolo premio Nobel della Bassa con rinfresco a base di salamini e gorgonzola.
Come non ricordare le epiche battaglie delle amministrazioni di tutti i colori contro le zanzare, flagello dei novaresi, anche la lotta alle zanzare negli anni era diventata biologica ed ecologica invece dei soliti insetticidi chimici con i loro pesanti effetti collaterali fra cui lo sterminio delle rane e la loro rarefazione con prezzi sempre più alti sulle tavole dei novaresi.
Oggi forse ne siamo venuti a capo delle zanzare, grazie alla siccità che obbliga alla coltivazione a secco del riso, grazie alla logistica che sostituisce le risaie con capannoni ma già si prospetta il rischio della “zanzara dengue” dagli effetti letali che potrebbe impegnare i nostri politici in nuove battaglie.
Sembra essersi, fortunatamente, attenuato il rischio dei pidocchi negli asili e nelle scuole elementari, autentico incubo di tutti gli assessori all’Istruzione, che fino a qualche anno fa riempiva le pagine dei giornali locali novaresi.
Certo la politica locale non può occuparsi di problemi troppo macro e al di fuori, oggettivamente, della portata dei suoi uomini e delle sue donne tipo la pace e le guerre, il cambiamento climatico , la transizione ecologica, le immigrazioni. Ma tra il macro e i microbi certamente ci sarebbe uno ampio spazio mediano su cui esercitarsi, o no?